
Prenderà il via il 12 ottobre a Bolzano e il 13 ottobre a Trento la 51. Stagione sinfonica dell’orchestra Haydn CAMPAGNA ABBONAMENTI A PARTIRE DAL 10 MAGGIO BOLZANO – È stata presentata stamane all’Auditorium di Bolzano la 51. Stagione Sinfonica dell’Orchestra Haydn che prenderà nel prossimo ottobre. Ad illustrarne i contenuti vi era il direttore artistico dell’orchestra, il Maestro Gustav Kuhn, affiancato del Presidente dell’istituzione sinfonica regionale Franz von Walther, da Gerhard Brandstätter, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano e Norbert Plattner, Presidente della Cassa di Risparmio di Bolzano SPA. La stagione 2010/11 dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, la cinquantunesima dalla sua fondazione, a differenza delle precedenti, non è caratterizzata principalmente dalla continuazione dei cicli dedicati ai grandi autori sinfonici (Haydn, Beethoven, Schumann, Bruckner, Brahms, Čajkovskij), ma dalla perlustrazione di un’area geografico-culturale che si potrebbe definire “Vienna e dintorni”, allargando molto a est, con alcune prospettive oblique. Infatti, in ben dieci programmi, sui quindici dei concerti in abbonamento, si presenteranno musiche di autori attivi a Vienna, e in otto concerti (si tratta in parte delle stesse serate) si eseguiranno compositori dell’est europeo. La scelta centrale di Vienna è obbligata, considerando il nome dell’istituzione e la dimensione del suo organico, plasmato sull’orchestra classica fondata da Haydn e confermata dalle scelte dei suoi eredi spirituali Mozart e Beethoven. L’“allargamento a est”, invece, conferma gli orientamenti di annate precedenti, in cui, per esempio, si era presentato un mini-ciclo Mozart-Brahms-Bartók diretto da Ola Rudner, o in cui si erano eseguite le tre ultime Sinfonie di Čajkovskij dirette da Gustav Kuhn. In attesa del completamento del ciclo, quest’anno sarà eseguita la Seconda di Čajkovskij, mentre Béla Bartók – diretto in anche questi giorni (11/12 maggio) dal suo conterraneo György G. Ráth – sarà presente con due dei suoi capolavori più significativi, la Musica per archi, percussioni e celesta e il monumentale Concerto for orchestra del 1943, che rappresenta tuttora una sfida per ogni compagine sinfonica, visto il virtuosismo richiesto a ogni suo componente; inoltre ascolteremo la Prima Sinfonia di Prokof’ev, un russo assai attratto da Vienna, si direbbe (infatti essa è nota come “Classica” perché il suo autore cercava di immaginare in che stile Haydn avrebbe composto se fosse vissuto negli anni della prima guerra mondiale). In questa stagione, così, accanto alla presenza consueta di Haydn (Sinfonie n. 82 e 99), Mozart (Sinfonie n. 25, 38 e 39), Beethoven, Schubert (Sinfonie n. 7 e 8) e Brahms, si punta in particolare sulla Boemia e sulla Moravia (Repubblica Ceca e Slovacchia), presentando non solo il Dvořák noto delle Sinfonie n. 8 e 9, ma anche una sua ouverture decisamente rara come quella per l’opera giovanile Vanda (1875/76), non solo lo Smetana della Moldava, ma il ciclo integrale di sei poemi sinfonici La mia patria, di cui essa costituisce il secondo pannello, e, già nella serata inaugurale, un’opera stimolante di Leos Janáček. Il suo Diario di uno scomparso (1914-17), un ciclo di canti per tenore solista, voci femminili e pianoforte, viene qui eseguito nell’orchestrazione di Gustav Kuhn, presentata già con successo a Parigi e in Giappone. È questa la prima delle “prospettive oblique” di cui si diceva: re-interpretazioni di testi classici, romantici o moderni, sotto forma di orchestrazioni o ri-composizioni, come nel caso di due opere di Schubert, di cui Wolfgang Danzmayr ha rivisto la grande Sonata per pianoforte in si bemolle maggiore e di cui il direttore Mario Venzago ha completato, assieme a B. Newbold, la celeberrima Sinfonia “Incompiuta”. Accanto alla tradizione – si segnala un ultimo omaggio al bicentenario di Schumann con il suo Concerto per violoncello – le “prospettive oblique” proseguono anche sotto il profilo esecutivo. Dopo il successo di Rinaldo Alessandrini nell’autunno del 2009, gli viene affidato uno stimolante programma in cui si combinano Beethoven e Mendelssohn, alle prese con lo stesso testo poetico di Goethe, Meeresstille und glückliche Fahrt (Calma di mare e viaggio felice): sarà interessante verificare come uno specialista della prassi esecutiva barocca affronti il classicismo di Vienna e il primo romanticismo di un raro Mendelssohn sacro (coadiuvato dall’ormai affermato Coro Haydn), mentre un’altra star della musica antica, il clavicembalista, organista e direttore Ottavio Dantone, esordirà a Bolzano e Trento con un programma tutto dedicato a Bach e Händel. Un’ulteriore “prospettiva” desueta, sarà la serata mozartiana di fine stagione diretta da una delle icone tedesche della Aufführungspraxis, Helmuth Rilling, noto come grande interprete di Bach, di cui ha inciso l’opera omnia. Quanto ai solisti – tra cui vanno ricordati diverse prime parti dell’Orchestra Haydn, dalle spalle Marco Mandolini e Anna Biggin (primo dei secondi violini) al flautista Francesco Dainese all’oboista Gianni Olivieri –, si presenta un’oculata miscela di musicisti stranieri (dalla star tedesca Karl Leister; già primo clarinetto dell’Orchestra Filarmonica di Berlino, al violinista francese Philippe Graffin, dal violoncellista svizzero Thomas Demenga ad alcune new entry come Janna Polyzoides e le due sorelle Rilling) e italiani, tra cui Davide Cabassi, legato a Bolzano in quanto docente del Conservatorio “Monteverdi”, e il Trio di Parma, erede attuale dei due migliori trii italiani, il Trio di Trieste e il Trio di Bolzano, da tempo non più attivi. Il Trio di Parma non si presenta solamente con il cavallo di battaglia del Triplo Concerto di Beethoven, bensì anche con un nuovo lavoro del trentenne Matteo Franceschini, cui l’Orchestra Haydn aveva già commissionato un pezzo sinfonico tre anni fa. Così si perpetua la consuetudine dei nuovi lavori scritti appositamente per Bolzano e Trento, che è uno dei fiori all’occhiello della nostra istituzione. Quest’anno, dopo la lunga serie di opere ispirate a Haydn in occasione del cinquantenario della fondazione dell’orchestra, è la volta di Felix Resch, attuale direttore del Conservatorio “Monteverdi”, autore di un nuovo Concerto per oboe, di Antonio Casagrande e Angelo di Montegral, autori di brani sinfonici, e del nipponico Akira Nishimura, cui si deve un nuovo brano per clarinetto. Esso verrà diretto da Keiko Mitsuhashi, con cui l’Orchestra Haydn presenta un nuovo direttore giapponese, mentre accanto al direttore artistico Gustav Kuhn e le conferme del giovanissimo thailandese Trisdee na Patalung, del citato Rinaldo Alessandrini e di Tito Ceccherini, si segnalano i debutti di Andrea Battistoni, Daniele Giorgi e Stefano Ranzani, tre direttori italiani variamente attivi sulla scena nazionale, Scala compresa, e di David Danzmayr, alle prese con il complesso programma dello Schubert riscritto di cui si è detto. CAMPAGNA ABBONAMENTI 2010-2011 Sia a Bolzano come a Trento sarà possibile rinnovare l’Abbonamento alla Stagione Sinfonica dell’Orchestra Haydn a partire dal prossimo 10 maggio. Nuove sottoscrizioni dal 4 giugno. Modalità di rinnovo e informazioni dettagliate al numero verde 800.086890. PROGRAMMA (File HTML) PROGRAMMA TRENTO (File PDF), BOLZANO (File PDF) |