Presentazione Torna indietro La Stagione 2009/10 dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento – la cinquantesima dalla sua fondazione – si presenta ancora all’insegna del suo patron: di Joseph Haydn, infatti, nel 2009 ricorre il bicentenario della morte, già ricordato nella precedente stagione con ben nove delle sue Sinfonie, oculatamente scelte tra quelle ‘popolari’ (n. 88, 94, 101, 102, 104) e quelle meno note o non ancora eseguite dall’Orchestra (n. 27, 60, 74, 81), cui ora si aggiungono, tra le poco note, la n. 39, e, tra le classiche Sinfonie “Londinesi”, le n. 92, 100 e 103.
Per dare un’idea più completa del panorama compositivo contemporaneo a Haydn, si eseguono anche due Sinfonie del suo erede spirituale Mozart (la k 319 e la celebre “Jupiter”, k 551) e di colui che per Beethoven, allievo di Haydn, fu il primo compositore della sua epoca, ovvero il fiorentino Luigi Cherubini. Ancora di Haydn sono in programma due Concerti per strumento solista e orchestra: il Secondo Concerto per violoncello e quello per tromba. A sottolineare la perdurante attualità di Haydn e il suo ruolo di padre fondatore della musica sinfonica, sono state commissionate dall’Orchestra regionale, ben otto nuovi lavori ad altrettanti compositori, tutti ispirati a Haydn. L’elenco dei loro nomi si legge come il Gotha della musica contemporanea italiana, con qualche new entry: Alberto Colla, Silvia Colasanti, Michele dall’Ongaro, Matteo D’Amico, Girolamo Deraco, Ivan Fedele, Roberto Molinelli e Giovanni Sollima. La seconda idea portante della stagione 2009/10 è quella della continuazione dei cicli. Dopo l’integrale beethoveniana, presentata con considerevole successo non solo in regione (2005/06) ma anche al Mozarteum di Salisburgo (dicembre 2007) e in disco (CD collegno), Gustav Kuhn ha diretto il ciclo intero delle Sinfonie di Brahms (2006/07), le prime quattro di Bruckner (2007/08) e le ultime tre di Čajkovskij (2008/09). Proseguendo su questa linea, Kuhn affronta nel 2010 Robert Schumann, di cui si festeggia il bicentenario della nascita, dirigendone il ciclo completo delle quattro Sinfonie, mentre la giovane violinista nipponico-tedesca Mirijam Contzen interpreterà il Concerto per violino, rimasto manoscritto per ottant’anni, recuperato poi da Georg Kulenkampff, e tuttora opera di raro ascolto. Le peculiarità della musica di Schumann risaltano forse meglio se accostata a quella dei suoi contemporanei, sicché vengono eseguite anche l’“Incompiuta” di Schubert, le Sinfonie n. 1 e 3 di Felix Mendelssohn-Bartholdy (di cui nel 2009 si ricorda a sua volta il bicentenario della nascita), l’Idillio di Sigfrido del suo antagonista Richard Wagner, nativo di quella Lipsia in cui si ebbe a formare il giovane Schumann, e alcune delle trascinanti Danze ungheresi del suo allievo spirituale Johannes Brahms. Quanto alle scelte programmatiche, dopo l’inaugurazione con la Nona Sinfonia di Mahler, un impegno non indifferente per qualsivoglia orchestra – stavolta Gustav Kuhn dirige la sola Orchestra Haydn, mentre l’ultima esecuzione, diversi anni fa, era sostenuta dalle Orchestre di Bolzano/Trento e Innsbruck riunite –, si può individuare ancora una “linea Novecento”, che da Mahler attraverso il suo contemporaneo inglese Edward Elgar e l’ungherese Béla Bartók si snoda attraverso le figure salienti del tedesco Kurt Weill, dello spagnolo Joaquín Rodrigo, del polacco Witold Lutoslawski, dell’argentino Alberto Ginastera, dell’ungherese György Ligeti e del giovane austriaco Helmut Schmidinger (1969) fino al poco più che quarantenne Arnaldo de Felice, cui l’Orchestra Haydn ha commissionato – dopo i suoi successi internazionali come autore di opere rappresentate a Zurigo e alla Bayerische Staatsoper di Monaco – un nuovo lavoro teatrale, ovvero Il gigante egoista, tratto da Oscar Wilde (contemporaneo di Elgar e Mahler). Al ciclo Bruckner del 2007/08 si aggancia il concerto straordinario di Claudio Abbado a capo delle Orchestre Haydn e Mozart unite, che presenteranno a Bolzano ed a Bologna la Sinfonia n. 7 in mi maggiore (di Bruckner) ed il Concerto per violino di Alban Berg. L’appuntamento (fuori abbonamento) è realizzato grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bolzano. Quanto ai solisti scritturati, buona parte di essi suonano proprio quei classici del Novecento di non frequente ascolto: dopo due primi Concerti dedicati a Haydn – con il trombettista bolzanino Marco Pierobon e il violoncellista trentino Stefano Guarino – si susseguono così il Concierto de Aranjuez dello spagnolo Joaquín Rodrigo con il chitarrista José María Gallardo del Rey, il Concerto di Elgar con il violoncellista Enrico Dindo, il Terzo Concerto di Bartók con la pianista Jasminka Stancul, il Concerto di Ligeti con il pianista Alfonso Alberti, il Concerto di Weill con il violinista Markus Placci, Chain ii di Lutoslawski con il violinista Christian Altenburger, il Concerto per due pianoforti e percussioni di Bartók con il bolzanino Andrea Bambace e Sabrina Kang e infine il Concerto di Ginastera con l’arpista pluripremiato Antonio Ostuni, diplomato ai corsi di perfezionamento del Conservatorio di Bolzano. Sul fronte dei direttori, accanto ai graditi ritorni sul podio della Haydn del giovane Karel Mark Chichon e di Christoph Eberle, Arthur Fagen, György Györgivanyi Ráth, Gérard Korsten e Johannes Wildner, si segnala in particolare l’esordio regionale di Evelino Pidò e del clavicembalista e direttore romano Rinaldo Alessandrini, ormai da anni una delle grandi star (anche discografiche) della scena della musica antica, e il debutto in un concerto d’abbonamento del thailandese Trisdee na Patalung. Appena ventenne, quest’estate, dopo le prime affermazioni in patria, in Inghilterra e in Olanda, egli ha diretto con successo trionfale Il viaggio a Reims di Rossini al Rossini Opera Festival di Pesaro, a capo dell’Orchestra Haydn, con cui ha anche condotto una replica a Trento il 20 agosto nell’ambito di “Contrada Larga”, coronata anch’essa dal più ampio consenso del pubblico. A Patalung è affidato il prestigioso appuntamento natalizio con il Messiah di Händel, con cui si perpetua la consuetudine delle esecuzioni delle grandi opere oratoriali nei periodi dei tradizionali appuntamenti religiosi. Dopo la Passione secondo Matteo di Bach, quest’anno tocca quindi al suo coetaneo Händel, di cui si ricorda il duecentocinquantesimo anniversario della morte, con la partecipazione del Coro Haydn, realtà formata dalle migliori sinergie locali. Trento, 7 settembre 2009 |