Kent Nagano guida la Filarmonica Arturo Toscanini e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento in un concerto di energia primordiale. Dal nuovo Concerto Stradivari di Aziza Sadikova, affidato al virtuosismo di Rebekka Hartmann, alla forza rivoluzionaria de La Sagra della Primavera di Stravinskij: un’esperienza sonora che vibra con la potenza della natura. Nelle parole del danzatore e coreografo francese Maurice Béjart: «Cos’è la primavera se non questa immensa forza primitiva a lungo addormentata sotto il manto dell’inverno, che improvvisamente esplode e abbraccia il mondo, sia a livello vegetale, animale e umano? Nel momento in cui le frontiere aneddotiche dello spirito umano cadono a poco a poco, e si può iniziare a parlare di una cultura mondiale, rifiutiamo qualsiasi folclore che non sia universale e tratteniamo solo le forze essenziali dell’uomo, che sono le stesse in tutti i continenti, sotto tutte le latitudini, in tutti i tempi». Si potrebbe definire folclore universale proprio quell’ispirazione che anima Le Sacre du printemps, raccontata in una visione di Stravinskij: un grande rito pagano, i vecchi saggi seduti in cerchio che osservano la danza fino alla morte di una giovinetta che essi sacrificano per rendersi propizio il dio della primavera.