Energie in movimento: cosa unisce musica e sport
Pubblicato
Martedì
16 dicembre 2025
LO SPIRITO OLIMPICO CONTA – ANCHE NELLA MUSICA
Che i giochi abbiano inizio… Che si tratti di festival culturali o di Olimpiadi invernali, lo sguardo del mondo e del pubblico si concentra su un evento speciale, che culmina in una prestazione di altissimo livello e che va ben oltre record, medaglie, premi e vittorie. Si tratta di un’attitudine, di valori. Lo spirito olimpico è da sempre sostenuto da equità, dedizione, disciplina, rispetto e dalla ricerca del bello nell’agire umano. Ed è proprio qui che due mondi apparentemente lontani si incontrano: sport e musica. Due forme di espressione della natura e della cultura umana, affini nella loro essenza e sorprendentemente simili nel loro funzionamento. Entrambe si fondano su concentrazione, ritmo, precisione, estetica e passione.

Leonard Bernstein
MUSICA È MOVIMENTO E SPORT È SENSO DEL RITMO
Seguire una gara di sci, trattenere il fiato durante una discesa, ammirare le evoluzioni del pattinaggio artistico significa vivere in prima persona come la tensione si costruisca, si intensifichi e infine si sciolga. Lo sport vive di questi momenti, di ritmo e di un ordine interiore. E la musica non funziona forse allo stesso modo? Non vive anch’essa di archi di tensione e di drammaturgie? Il celebre direttore d’orchestra Leonard Bernstein definiva la musica come “movimento organizzato nel tempo”. Una definizione che potrebbe valere anche per la prestazione sportiva. I movimenti vengono coreografati e studiati con precisione, le sequenze allenate e affinate con senso del ritmo, le energie dosate con consapevolezza. «La mia coreografia senza musica è vuota e senz’anima», affermava il pattinatore artistico John Curry; «è la musica a dare senso ai miei movimenti e a conferirgli espressione». Anche il tennista spagnolo Rafael Nadal ha spesso descritto le sue partite come una composizione: in ogni incontro è necessario trovare il ritmo giusto, inserire pause consapevoli e lavorare sulle dinamiche. Il corpo diventa uno strumento, l’atleta un interprete.

John Curry
TRA COMPETIZIONE E ARMONIA
Più si cercano le differenze tra sport e musica, più emergono le loro affinità. Pierre de Coubertin, fondatore dei Giochi Olimpici moderni, ha sempre pensato sport, arte e musica come un tutt’uno. Non a caso, nelle prime edizioni delle Olimpiadi erano previsti anche concorsi di letteratura, architettura e musica. Per Coubertin, il vero spirito olimpico nasce là dove corpo e mente entrano in gioco insieme. Di questo si nutrono non solo i musicisti, ma anche gli sportivi. Molti atleti ricorrono consapevolmente alla musica già nella fase di preparazione: aiuta a regolare il respiro, affinare la concentrazione, ordinare l’agitazione interiore. Il leggendario biatleta norvegese Ole Einar Bjørndalen pare si preparasse alle gare ascoltando Bach e Mozart – non per caricarsi emotivamente, ma come allenamento mentale. Allo stesso tempo, l’attività fisica fa ormai parte della quotidianità di molti musicisti. Il celebre violoncellista Yo-Yo Ma sottolinea spesso quanto per lui siano importanti lo stretching, il camminare o esercizi fisici mirati prima di salire sul palco. Chi vuole offrire una prestazione di alto livello ha bisogno di un corpo vigile e presente, pronto ad affrontare la sfida con il tempo, con la propria tensione e con i propri limiti.

Yo-Yo Ma
IL PERCORSO CONDIVISO È L’OBIETTIVO
Anche se singoli atleti o musicisti sono sotto i riflettori, alla fine contano il lavoro di squadra e ciò che si costruisce insieme. L’allenamento intenso o la ricerca della perfezione tecnica rappresentano una sfida personale per ogni sportivo e ogni musicista, ma trovano la loro ricompensa nel gioco collettivo e nell’armonia del fare insieme. Con o senza medaglia. Non sono forse direttori d’orchestra e allenatori a saper concentrare le forze e le capacità della propria orchestra o della propria squadra nel momento giusto?
L’ARTE DELL’ISTANTE
Lo sport è più della semplice prestazione, così come la musica è più del suono. Entrambi aspirano all’emozione e al compimento. Il pianista e filosofo Theodor W. Adorno definiva la musica come “tempo solidificato”. La prestazione sportiva di alto livello può essere intesa come tempo concentrato, in cui anni di allenamento, fallimenti e crescita culminano in un unico istante. È così che sport e musica si incontrano anche sul piano filosofico: nel tentativo di dare durata a ciò che è effimero e di creare qualcosa di senza tempo nell’attimo presente.