Parigi, 29 maggio 1913
Se potessimo entrare al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi la sera del 29 maggio 1913, ci accoglierebbe un gran caos. Anzitutto faremmo fatica a vedere cosa sta succedendo, perché qualcuno, nel tentativo di zittire il pubblico, sta facendo continuamente spegnere e accendere le luci in sala. Dietro le quinte, si intravede un uomo gridare a squarciagola «Sedici! Diciassette! Diciotto!» ai ballerini sul palco, agghindati con strani copricapi e lunghe trecce. Ma c’è troppo rumore per sentirlo! Dalla buca, in competizione con il frastuono delle voci in sala, emerge una musica ritmata, ossessiva, ancestrale e modernissima: è il Sacre du Printemps di Igor Stravinskij, alla sua prima – storica – esecuzione in pubblico.